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La velocità del buio

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La velocità del buio
GIORGIO FONTANA
CIVITELLA IN VAL DI CHIANA, ZONA, 2011

L’autore affronta l’ampio tema della crisi contemporanea a partire dai concetti più compromessi: verità, responsabilità ed etica. Tre capi di una corda spezzata, alla quale rischia di rimanere impiccato l'intero paese. Tre capi già da tempo sfilacciati e deboli, che il berlusconismo ha reciso con la forza - del denaro, della persuasione, di un plebeismo che si è fatto potere nella sua accezione più arrogante e pacchiana - spingendo la crisi alla velocità del buio. Con la pretesa d’incarnare quell’italiano medio che ha invece plasmato a propria immagine e somiglianza. Ma l’acqua nella quale si specchia un simile Narciso è quella di un pozzo avvelenato: e non guariremo da tale veleno con la sola uscita di scena di Berlusconi. Dobbiamo fin d’ora mappare un futuro

“Mi sveglio. È un giorno qualsiasi di questi anni. Come apro gli occhi, so che quanto segue (a qualsiasi latitudine dell’Italia mi trovi) è molto probabile:
– attraversando le strisce pedonali dovrò aspettare parecchio prima che un’auto si fermi;
– al bar dell’angolo, il barista non mi farà lo scontrino: e se lo chiederò verrò preso per un rompiscatole (o un sospetto);
– sul quotidiano leggerò di qualche scandalo o di qualche episodio di corruzione;
– controllando la mail a casa, non avrò risposta alla richiesta di pagamento per un lavoro fatto (e che langue da tempo), né risposte alle decine di curricula inviati;
– andando a pranzo dai miei e prendendo un treno delle Ferrovie Nord Milano, subirò inevitabilmente il disagio di un ritardo;
– se dovrò fare qualcosa di importante, avrò probabilmente bisogno della complicità di un amico o un parente;
– mi vergognerò di essere italiano nei discorsi via chat con qualche amico straniero; – mi domanderò come tutto ciò e tanto altro sia possibile e tollerato.”