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Febbre all'alba
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Febbre all'alba
PETER GARDOS
MILANO, ROMANZO BOMPIANI, 2015

 "Io sto cercando moglie. Vorrei sposarmi." spiega al primario che lo ha in cura, che gli risponde:
"Non avrò saputo esprimermi bene in ungherese. Lei ha circa sei mesi di vita. Questo è il tempo che le rimane, Miklós". "L'ho capito perfettamente, signor primario"

Il regista ungherese ispirato dalle incredibili, divertenti lettere del padre ricostruisce l'innamoramento dei suoi genitori, sopravvissuti ai campi di concentramento nazisti e portati in Svezia per curarsi. Una storia meravigliosa sulla speranza e sulla sorprendente forza che ogni uomo riserva anche nei momenti più bui.

Nonostante una diagnosi di malattia polmonare e sei mesi di vita, l’ungherese Miklós Gárdos non si arrende. Ospite di un campo profughi in Svezia, nel 1945, dove è arrivato pelle e ossa reduce dal campo di concentramento di Bergen-Belsen, il giovane giornalista ebreo con determinazione, e l’ostinato rifiuto a seguire i consigli dei medici che gli chiedono di rinunciare a ogni progetto, compila una lista di 117 giovani donne ungheresi sopravvissute, come lui, alla Shoah e che ora si trovano in diversi campi profughi svedesi. A ciascuna di loro invia una lettera scritta con la sua mano elegante e con un solo obiettivo: trovare l’amore della sua vita e sposarsi...