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Home page > Biblioteche > Cerreto guidi > In Evidenza > La Comunità Ebraica di Roma dalle leggi razziali alle deportazioni
La Comunità Ebraica di Roma dalle leggi razziali alle deportazioni

mostramemoriaIl 26 gennaio alle ore 11.00 sarà inaugurata la mostra La Comunità Ebraica di Roma dalle leggi razziali alle deportazioni (1938-1945), allestita nei locali del MuMeLoc con la collaborazione dell’Archivio di Stato di Roma e dell’Archivio della Comunità Ebraica di Roma.
La mostra, illustra attraverso una ricca documentazione come il fascismo procedette a emarginare la componente ebraica dalla vita sociale italiana. Un progetto portato avanti sistematicamente, che viene presentato attraverso una serie di pannelli recanti documenti ufficiali, lettere, ricevute, schede e ritagli di giornali, corredati da didascalie esplicative, facendo vedere l’impatto della legislazione razziale su una parte della popolazione italiana che sino al 1938 era perfettamente integrata nel tessuto sociale nazionale.

La mostra resterà aperta fino al 26 febbraio 2012
Orario: martedì-sabato dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 15 alle 18


Per informazioni e prenotazioni (visite guidate): tel. 0571.906247 - fax 0571.558878
e.mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - sito web: www.mumeloc.it

La mostra si articola in una serie di pannelli didattici che presentano (in copia) una selezione di documenti ufficiali, lettere, ritagli di giornali corredati da didascalie esplicative, facendo vedere l’impatto della legislazione razziale su una parte della popolazione italiana che sino a quegli anni era perfettamente integrata nel tessuto sociale nazionale. Fra l’altro, nella mostra è messo in evidenza il trauma subito da bambini e ragazzi che non poterono più frequentare le loro scuole, e dagli adulti che furono cacciati dai posti di lavoro. Sono inoltre esposte le ricevute della raccolta dell’oro richiesto dai nazisti e consegnato dagli ebrei romani nel disperato tentativo di evitare le deportazioni, comunque iniziate pochi giorni dopo (16 ottobre 1943) anche con l’aiuto di collaborazionisti fascisti. Particolarmente commoventi sono i fogli scritti dai deportati, ormai chiusi sul treno per Auschwitz. Da segnalare è anche la documentazione relativa alle delazioni e agli arresti degli ebrei, spesso avvenuti anche con l’aiuto di cittadini italiani.
Nella mostra saranno inoltre esposti alcuni documenti originali molto significativi, provenienti in parte dall’Archivio della Comunità Ebraica di Roma e in parte da una collezione privata: vario materiale proveniente dalla scuola ebraica romana (per esempio il quaderno di un’alunna di IV elementare costretta nei suoi temi a inneggiare alle conquiste del fascismo), oltre ad alcune lettere che testimoniano di aggressioni a negozianti ebrei.
Il percorso della mostra sarà inoltre scandito dalla proiezione di alcuni video originali realizzati per l’occasione, fra cui una video-intervista alla direttrice dell’Archivio della Comunità Ebraica di Roma, Silvia Haia Antonucci (Un archivio per ricordare. Le persecuzioni razziali nei documenti della Comunità Ebraica di Roma); e alcuni brani di una video intervista ai fratelli Eugenio e Giacomo Sonnino, che scamparono alle deportazioni grazie all’intervento del direttore del Dipartimento Malattie Infettive del Policlinico di Roma, Giuseppe Caronia, che riuscì a salvare numerosi bambini ebrei diagnosticando loro gravi malattie in modo da poterli ricoverare e sottrarre a ulteriori indagini.
Il 9 febbraio alle ore 17.00, sempre nei locali del MuMeLoc, sarà inoltre proiettata in anteprima l’intervista integrale ai fratelli Sonnino (Non dovevamo essere qui, 30’), alla presenza delle autrici, dei due intervistati, e del Presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma, Leone Paserman.