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Verso il Festival della Lettura: I Lanzi di Giancarlo Gabbrielli

i lanzi cronaca familiare3

 

Una saga castelfranchese

Giancarlo Gabbrielli vive in Canada, ma fino all'età di 20 anni ha abitato a Castelfranco di Sotto.
I suoi due romanzi: I Lanzi: cronaca familiare (uscito in inglese con il titolo The Lanzis: the boundless shades of life) e I Lanzi: l'età della consapevolezza entrambi pubblicati in Italia da Ibiskos Editrice Risolo, sono ambientati a Castelfranco anche se nei testi si parla di Castelvecchio.

 

 

 

 

 

I libri narrano la storia della famiglia Lanzi proveniente dal Veneto e arrivata in Toscana in seguito all'eredità di una piccola villa sulla via provinciale Francesca. Il nucleo familiare è formato da Luisa e i due figli Riccardo e Lorenzo; il marito Roberto è morto a San Donà di Piave durante la grande guerra.
Riccardo (ingegnere) diventa il direttore della distilleria di San Romano e in quell'azienda conosce Patrizia Berti (chimico); dalla loro unione nasce Roberto personaggio rilevante del primo romanzo e protagonista nel secondo.

 

La storia dei Lanzi si intreccia con la storia italiana a partire dalla fine della prima guerra, passando per il ventennio fascista, la seconda guerra mondiale ed arrivando agli inizi degli anni '50.

 

Intorno alla loro vicende gravitano una serie luoghi e personaggi attraverso i quali si snoda e prende consistenza la narrazione. Luoghi reali (il campanile, il campo sportivo, i chiassi, la Chiesa, la piazza del Comune), persone ancora oggi esistenti fisicamente oppure ancora presenti nella memoria collettiva.

L'autore è come se avesse avuto a disposizione una macchina fotografica e restituisce il paese com'era, intatto e non distorto dallo sviluppo urbano degli anni 60 e soprattutto riesce a descrivere l'atmosfera di quel tempo che il lettore ricostruisce poi nella propria personale immaginazione.

Vari e interessanti sono i livelli di livelli di lettura: dal semplice delinearsi delle vicende umane e sentimentali alla rappresentazione locale, dalla ricostruzione storica alle dinamiche politiche e morali.

Colpiscono i valori ideali e la coerenza che i membri della famiglia mantengono nel tempo, la loro avversità alle sopraffazioni e alle omologazioni sia durante il regime fascista, sia dopo quando molte persone cambiano casacca e si riciclano nella nuova situazione politica.

Ma al di là delle categorizzazioni i due volumi sono densi di emozioni e di sensazioni vissute agli angoli delle strade, negli anditi degli edifici, nelle botteghe, nei bar e finiscono la dove le storie castelfranchesi vanno sempre a finire: alla Sirenetta, il mitico locale che ha fatto da cornice ai sogni e le speranze dei giovani di allora.

E anche se nei due romanzi cambiano i nomi di alcuni luoghi (Castelvecchio, Santa Chiara, Monte Falco) e vengono trasposti alcuni periodi (l'autore è nato nel 1937 e ai tempi dell'occupazione tedesca aveva soltanto otto anni), i Lanzi ripercorrono i primi vent'anni di vita dell'autore.

Una storia che non si conclude visto che sono in progetto ancora altri volumi a partire dall'arruolamento nell'aviazione, quando Roberto alias Giancarlo si scrolla di dosso la polvere del paesino e inizia a pensare in grande per il suo futuro.