Blog di LibrinCircolo

Gruppi di lettura delle biblioteche della Rete REA.net

Il libro di febbraio del Gruppo di lettura di Capraia e Limite

  • 11 maggio 2016 12:08

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Capraia e Limite ha scelto per l’incontro di febbraio 2016:

Un mazzo di jolly / di Susie Morgenstern

Un jolly per restare a letto, un jolly per non fare i compiti, un jolly per dormire in classe, un jolly per copiare dal vicino di banco, un jolly per fare il pagliaccio. Se i maestri regalassero jolly a tutti i bambini…

Età di lettura: da 7 anni.

Il libro di gennaio del Gruppo di lettura di Capraia e Limite

  • 11 maggio 2016 11:57

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Capraia e Limite ha scelto per l’incontro di Gennaio 2016:

Il peso della farfalla / Erri De Luca


Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. E novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre. Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di “re dei camosci” – per quanti ne aveva uccisi. Ha una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non lasciava mai la bestia ferita, l’abbatteva con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale.

I libri di ottobre del Gruppo di lettura di Fucecchio

  • 21 ottobre 2015 15:47

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Fucecchio ha scelto per il prossimo incontro di martedì 27 ottobre, ore 17.30:

La briscola in cinque / Marco Malvaldi


La rivalsa dei pensionati. Da un cassonetto dell’immondizia in un parcheggio periferico, sporge il cadavere di una ragazza giovanissima. Siamo in un paese della costa intorno a Livorno, l’immaginaria Pineta, “diventata località balneare di moda a tutti gli effetti, e quindi la Pro Loco sta inesorabilmente estinguendo le categorie dei vecchietti rivoltandogli contro l’architettura del paese: dove c’era il bar con le bocce hanno messo un discopub all’aperto, in pineta al posto del parco giochi per i nipoti si è materializzata una palestra da body-building all’aperto, e non si trova più una panchina, solo rastrelliere per le moto”. L’omicidio ha l’ovvio aspetto di un brutto affare tra droga e sesso, anche a causa della licenziosa condotta che teneva la vittima, viziata figlia di buona famiglia. E i sospetti cadono su due amici della ragazzina nel giro delle discoteche. Ma caso vuole che, per amor di maldicenza e per ammazzare il tempo, sul delitto cominci a chiacchierare, discutere, contendere, litigare e infine indagare il gruppo dei vecchietti del BarLume e il suo barista. In realtà è quest’ultimo il vero svogliato investigatore. I pensionati fanno da apparato all’indagine, la discutono, la spogliano, la raffinano, passandola a un comico setaccio di irriverenze. Sicché, sotto all’intrigo giallo, spunta la vita di una provincia ricca, civile, dai modi spicci e dallo spirito iperbolico, che sopravvive testarda alla devastazione del consumismo turistico modellato dalla televisione

Roseanna / Maj Sjöwall ; Per Wahlöö

Un giallo degli anni Sessanta ritrovato da Andrea Camilleri. Gli autori, una coppia di scandinavi, scrittori a quattro mani ma anche marito e moglie nella vita, furono definiti, all’apice della loro fama, in vari modi. Dall’immancabile “Simenon scandinavi” al più meditato “autori del primo giallo socialdemocratico”. Sono i creatori del malinconico Martin Beck, al suo esordio in questo primo romanzo della serie, investigatore della squadra omicidi di Stoccolma; un poliziotto vero, frustrato nella vita privata da un rapporto matrimoniale sfiorito dal quale sarebbe troppo faticoso separarsi, tormentato dal mal di stomaco, lento come un bradipo ma tenace, umano, che “non pensa mai” (appunto: “il Maigret svedese”).

 

 

I libri di ottobre del Gruppo di lettura di Montaione

  • 21 ottobre 2015 15:39

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Montaione ha scelto per il prossimo incontro di martedì 27 ottobre, ore 17.00:

La chimera / Sebastiano Vassalli

Nel 1610 Zardino è un piccolo borgo immerso tra le nebbie e le risaie a sud del Monte Rosa. Un villaggio come tanti, e come tanti destinato a essere cancellato senza lasciare tracce. C’è però una storia clamorosa, soffocata sotto le ceneri del tempo, che Sebastiano Vassalli ha riportato alla luce: la storia di una donna intorno alla quale si intrecciano tutte le illusioni e le menzogne di un secolo terribile e sconosciuto. Antonia, una trovatella cresciuta nella Pia Casa di Novara, un giorno viene scelta da due contadini e portata a Zardino, dove cerca di vivere con la fede e la semplicità che le hanno insegnato le monache. Ma la ragazza è strana, dice la gente. Perché è scura d’occhi, pelle e capelli, come una strega, e una volta è svenuta al cospetto del vescovo Bascapè, l’uomo che doveva diventare Papa e che si è messo in testa di trasformare in santo chiunque abiti quelle terre. E poi perché Antonia è bella, troppo bella, ed è innamorata, ed è indipendente: in lei ci dev’essere per forza qualcosa di diabolico… Vassalli illumina gli angoli più oscuri di un secolo senza Dio e senza Provvidenza, ricostruendo un episodio che è stato crocevia di molti destini e che, in un turbine di menzogne e fanatismi, ci dice molto di come si è formato il carattere degli italiani.

L’età dell’innocenza / Edith Wharton


L’età dell’innocenza è un mirabile affresco della borghesia newyorkese di fine ottocento, contro il cui ottuso moralismo Edith Wharton si scaglia difendendo l’autenticità di un amore sincero. La storia sentimentale tra Newland Archer, avvocato dell’aristocrazia cittadina, e la contessa Ellen Olenska, cui inflessibili convenzioni impediscono di divorziare dal marito, è lo specchio di una società che l’autrice conosce e contesta profondamente. Una società ipocrita e perbenista, in cui pregiudizi, tradizionalismi ormai svuotati di significato e principi falsamente morali impongono regole comportamentali che cozzano contro il desiderio di affermazione del singolo. Contro tutto questo lotta con tenacia la protagonista del romanzo, che tenta di difendere fino alla fine il suo amore e la sua libertà di scelta.


Mi sa che fuori è primavera
/ Concita De Gregorio


Ferite d’oro. Quando un oggetto di valore si rompe, in Giappone, lo si ripara con oro liquido. È un’antica tecnica che mostra e non nasconde le fratture. Le esibisce come un pregio: cicatrici dorate, segno orgoglioso di rinascita. Anche per le persone è così. Chi ha sofferto è prezioso, la fragilità può trasformarsi in forza. La tecnica che salda i pezzi, negli esseri umani, si chiama amore. Questa è la storia di Irina, che ha combattuto una battaglia e l’ha vinta. Una donna che non dimentica il passato, al contrario: lo ricorda, lo porta al petto come un fiore. Irina ha una vita serena, ordinata. Un marito, due figlie gemelle. È italiana, vive in Svizzera, lavora come avvocato. Un giorno qualcosa si incrina. Il matrimonio finisce, senza traumi apparenti. In un fine settimana qualsiasi Mathias, il padre delle bambine, porta via Alessia e Livia. Spariscono. Qualche giorno dopo l’uomo si uccide. Delle bambine non c’è più nessuna traccia. Pagina dopo pagina, rivelazione dopo rivelazione, a un ritmo che fa di questo libro un autentico thriller psicologico e insieme un superbo ritratto di donna, coraggiosa e fragile, Irina conquista brandelli sempre più luminosi di verità e ricuce la sua vita. Da quel fondo oscuro, doloroso, arriva una luce nuova. La possibilità di amare ancora, l’amore che salda e che resta.

Il libro di novembre del Gruppo di lettura di Gambassi Terme

  • 15 ottobre 2015 14:55

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Gambassi ha scelto per il prossimo incontro di mercoledì 11 novembre:

Acciaio / Silvia Avallone


Di qua dal mare c’è via Stalingrado, una muraglia di case popolari modello Unione Sovietica, che l’amministrazione comunale comunista ha assegnato agli operai siderurgici che lavorano alla Lucchini. Di là dal mare invece c’è l’isola d’Elba, Ilva, un paradiso sognato e irraggiungibile popolato da ricche signore lombarde in vacanza. In mezzo, proprio in riva al mare, ci sono Anna e Francesca. Lascive, la bionda e la mora di “tredici anni quasi quattordici”, vivono la loro ultima estate di innocenza prima del liceo. A giudicare da come giocano tra le onde, da come si muovono davanti allo specchio imitando le soubrette della TV… a giudicare solo dall’aspetto, come fanno in molti, si direbbero capaci di arrivare molto lontane, quelle due ragazzine. Ma in una periferia operaia come quella di Piombino, schiacciata sotto la coltre di fumo dell’altoforno, non si può prevedere il futuro di una persona in base all’aspetto o alle ambizioni. Per conoscere la storia di Anna e Francesca non basta guardare le loro forme giovani e perfette e il loro sguardo arrogante, bisogna conoscere la storia delle loro famiglie, dei fratelli, fidanzati, amici e poi naturalmente della Lucchini.Ad esempio Sandra e Arturo, i genitori di Anna: lei è una femminista e un’attivista di Rifondazione e nonostante la stanchezza e il tedio di tutto il quartiere continua con la distribuzione del giornale. Lui naturalmente lavora all’acciaieria, ma ancora per poco, perché in realtà Arturo è un uomo fantasioso, un artista che vorrebbe spendere il suo tempo altrove, fare la bella vita, lanciarsi nel business, sparire, poi tornare e magari sparire di nuovo… I genitori di Francesca invece, purtroppo, non vanno più da nessuna parte. Sua madre, casalinga di origini calabresi, passa il tempo a soddisfare le assurde richieste di un marito insoddisfatto e violento. Lei, Rosa, dimostra venti anni in più della sua età e piange in silenzio tutte le sere, sia quando i colpi sono per lei, sia quando il rumore delle botte arriva dalla stanza di Francesca. Vista da dentro, dopo aver ascoltato le urla che attraversano le porte, dopo aver guardato da vicino gli angoli dei cortili e sentito gli odori delle strade, via Stalingrado non è solo il quartiere degli operai. È anche un posto in cui il futuro dura un attimo, giusto il tempo perché un nuovo colpo inatteso ti venga sferrato contro. Alessio, Cristiano, Mattia, Anna, Francesca, Lisa e le altre ragazze, tutti i protagonisti di questa storia sono immobili e distanti, sopraffatti dalla violenza del ciclo continuo della produzione, eppure capaci di amarsi intensamente. Sono ragazzi capaci di tutto e di niente: di fuggire di notte per fare l’amore dietro una barca e di rimanere indifferenti quando la più grande struttura in acciaio al mondo, le torri gemelle, si sgretolano sotto i loro occhi in diretta televisiva. Una storia crudele e tenera in cui tutto è assurdamente vero. È vero che a quindici anni puoi lasciare la scuola per andare a fare la vita, che la polizia può entrare in casa tua e buttare per aria tutto perché cerca una prova di colpevolezza, è assurdamente vero che di lavoro si vive ma si muore anche, che il salario a volte non basta neanche per la cocaina, che un padre può darti la vita e può anche togliertela, che un bacio è sempre un bacio, anche se chi te lo dà è la tua migliore amica. Un romanzo d’esordio che parla di un’adolescenza mai vissuta, vinta, arresa, fusa come l’acciaio a 1538 gradi. Che parla dell’età dell’entropia e del caos, quando i legami, anche quelli più forti, si spezzano e nell’aria, a ricoprire l’Elba, resta solo una densa nube rossastra.

 

Il libro di ottobre del Gruppo di lettura di Capraia e Limite

  • 15 ottobre 2015 14:50

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Capraia e Limite ha scelto per il prossimo incontro di lunedì 26 ottobre, ore 17.00:

Il giunco mormorante / Nina Berberova



Due amanti si separano a Parigi, all’inizio dell’ultima guerra. Anni dopo si ritrovano a Stoccolma. La loro storia è cominciata in quella «terra di nessuno, dove l’uomo vive nella libertà e nel mistero». Poi quella vita segreta era stata a poco a poco messa in ombra dalla «seconda vita», la vita comune. E viene il momento di chiedersi: che cosa sussiste di quella storia? Giocando magistralmente sulla tastiera dei sentimenti, la Berberova ha scritto un amaro, sottile apologo sull’amore e la libertà – e soprattutto su quella parte della nostra vita «di cui nessuno sa nulla» e sul come difenderla. L’edizione in russo del Giunco mormorante è del 1958.

Bernardo e l’angelo nero / Fabrizio Silei

Bernardo ha dodici anni ed è un balilla con tanto di bicicletta, divisa nera, fez e pistola. Proprio così, Bernardo ha anche una piccola pistola a tamburo che gli ha regalato suo padre per difendersi dai partigiani. Suo padre è il podestà del paese e da giorni è sempre più nervoso e preoccupato: gli Alleati risalgono l’Italia e si avvicinano alla Toscana, iniziano a bombardare i punti strategici e mandano aerei cicogna in perlustrazione. In questo clima di tensione e di odio per il nemico un giorno Bernardo trova, appeso a un albero con il suo paracadute, un pilota afroamericano ferito. Credendolo morto decide di tirarlo giù, ma l’uomo riprende i sensi e il ragazzino, desideroso di riabilitarsi agli occhi del padre che non ha una grande opinione di lui, estrae la sua pistola e decide di farlo prigioniero. Il ragazzo non può sapere che presto il suo paese sarà liberato e verrà il tempo della rivincita dei partigiani e delle frange antifasciste. Se lo sapesse forse si comporterebbe diversamente…

 

 

 

Il libro di luglio del Gruppo di lettura di Capraia e Limite

  • 24 giugno 2015 14:09

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Capraia e Limite ha scelto per il prossimo incontro di martedì 14 luglio, ore 17.00:

Aristotele e la giustizia poetica / Margaret Doody


E’ la primavera dell’anno 332 a.C. Le truppe di Alessandro avanzano in Persia dopo aver razziato Persepoli. Il grande condottiero durante la sua marcia verso Oriente, ha distrutto grandi città sulla costa dell’Asia Minore, mentre tutto il Mediterraneo è inquieto, sconvolto dalla guerra, percorso in lungo e in largo da esuli e da prigionieri ridotti in schiavitù. In questo clima ad Atene viene rapita una ricca fanciulla. Aristotele e Stefanos si recano in missione a Delfi, per cercare di ritrovare la fanciulla scomparsa.

Aristotele e il giavellotto fatale / Margaret Doody


Margaret Doody ambienta i suoi gialli nell’Attica classica, mantenendo una totale fedeltà storico-filologica, e ne fa protagonista un Aristotele in tutto aderente alla sua personalità e alla sua filosofia. Questo secondo “Aristotele detective” si svolge dentro una palestra della antica Atene dove un ragazzo è stato ucciso da un giavellotto. Sembra un impossibile incidente, e appare scontato chi sia il giovane, e frastornato, colpevole. Infatti non è un incidente, e il colpevole vero non è quello. Aristotele lo capisce grazie alla sua logica deduttiva e lo spiega applicando al mistero la sua fisica dei luoghi naturali.

 

Il libro di giugno del Gruppo di lettura di Fucecchio

  • 16 giugno 2015 09:29

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Fucecchio ha scelto per il prossimo incontro di martedì 23 giugno

Accabadora / Michela Murgia



Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come “l’ultima”. Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. “Tutt’a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili’e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia”. Eppure c’è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c’è un’aura misteriosa che l’accompagna, insieme a quell’ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell’accabadora, l’ultima madre.

 

Il libro di luglio del Circolo di lettura di Castelfiorentino

  • 16 giugno 2015 09:22

Il gruppo di lettura del Punto prestito Coop ha scelto per il prossimo incontro di mercoledì 1 luglio alle ore 17.00:

Nel mare ci sono i coccodrilli. Storia vera di Enaiatollah Akbari/ Fabio Geda

Se nasci in Afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, può capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a Buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. Tuo padre è morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava è andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. Ecco perché quando bussano alla porta corri a nasconderti. Ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. Così, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. Ti accompagna in Pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia. Un’odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobiltà degli uomini, e che, nonostante tutto, non è riuscita a fargli perdere l’ironia né a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. Enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua età.Questa è la sua storia.

Il libro di giugno del Circolo di lettura di Capraia e Limite

  • 16 giugno 2015 09:00

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Capraia e Limite ha scelto per l’incontro di giugno:

Aristotele detective /Doody Margaret



Senza Aristotele niente Sherlock Holmes. È questa, verosimilmente, l’idea alla base di questo giallo investigativo. Il metodo del tipo di detective alla Sherlock Holmes non sarebbe stato possibile se non applicando il metodo dimostrativo della logica aristotelica al crimine. Stefanos, un simpatico giovanotto dell’Atene del IV secolo, dunque, guidato dallo Stagirita che non si muove di casa come Nero Wolfe, indaga sull’assassinio di un ricco oligarca, di cui è accusato ingiustamente il cugino, esule per un precedente errore. Al primo omicidio, ne segue un secondo, e tra colpi di scena, travestimenti, testimonianze reperite avventurosamente, Aristotele alla fine scioglie l’enigma e consente al giovane di smascherare il vero assassino.

 

I libri di maggio dei Circoli di lettura di Santa Croce sull’Arno

  • 11 maggio 2015 10:11

Il gruppo di lettura LibrinCircolo della Biblioteca di Santa Croce ha scelto per il prossimo incontro di lunedì 11 maggio

Suite francese/ Irene Nemirowsky

Nei mesi che precedettero il suo arresto e la deportazione ad Auschwitz, Irène Némirovsky compose febbrilmente i primi due romanzi di una grande “sinfonia in cinque movimenti” che doveva narrare, quasi in presa diretta, il destino di una nazione, la Francia, sotto l’occupazione nazista: Tempesta in giugno (che racconta la fuga in massa dei parigini alla vigilia dell’arrivo dei tedeschi) e Dolce (il cui nucleo centrale è la passione, tanto più bruciante quanto più soffocata, che lega una “sposa di guerra” a un ufficiale tedesco). Pubblicato a sessant’anni di distanza, Suite francese è il volume che li riunisce.

Il Circolo di lettura della Biblioteca di Santa Croce ha scelto per il prossimo incontro di mercoledì 13 maggio

Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi /Maurizio De Giovanni
Napoli, marzo 1931, mentre un inverno particolarmente rigido tiene la città stretta in una morsa di gelo, un assassinio scuote l’opinione pubblica per la ferocia con cui il crimine è perpetrato e per la notorietà del morto. Il grande tenore Arnaldo Vezzi viene trovato cadavere nel suo camerino al Teatro San Carlo prima della rappresentazione de “I Pagliacci”, la gola squarciata da un frammento acuminato dello specchio andato in pezzi. Artista di fama mondiale, amico del Duce, uomo egoista e meschino: a ricostruire la personalità della vittima e a risolvere il caso è chiamato il commissario Luigi Alfredo Ricciardi, in forza alla Squadra Mobile della Regia Questura di Napoli. Investigatore anomalo, mal sopportato dai superiori per la sua insofferenza agli ordini e temuto dai sottoposti per il suo carattere chiuso ed enigmatico, Ricciardi coltiva nel suo animo tormentato un segreto inconfessabile: fin da bambino “vede i morti” – ma solo chi muore di morte violenta – , coglie la loro immagine nell’ultimo momento di vita e ascolta le ultime parole; “il Fatto”, come lo chiama lui, lo aiuta nelle indagini.

I libri di giugno del Circolo di lettura di Gambassi

  • 7 maggio 2015 14:25

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Gambassi ha scelto per il prossimo incontro di mercoledì 10 giugno


In nome della madre
/ Erri De Luca

L’adolescenza di Miriam/Maria smette da un’ora all’altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo. Qui c’è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa. L’amore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt’altro. Miriam/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille.

Tre cavalli / Erri De Luca
Partito da ragazzo per amore in Argentina, si butta nella furiosa lotta clandestina contro la dittatura quando gli ammazzano la sposa. Scende in fondo all’America per salvarsi la vita e impara il rovescio geografico del mondo: quello toccato non è il fondo delle ultime terre, ma il culmine delle prime. Il sud è il cappello, non le scarpe, del mondo. Molti anni e molta fortuna dopo, una donna in Italia gli rinnova in corpo l’amore e l’Argentina insanguinata. Fa il giardiniere, capisce gli alberi e la solitudine. Da un africano immigrato impara che il futuro è pieno di avvisi e che la gratitudine sta tra un coltello e i fiori. Chi cerca in questo uomo un verbo rivolto al passato non lo troverà. Come l’amore, possiede solo il presente.

I libri di maggio del Circolo di lettura di Montaione

  • 7 maggio 2015 09:37

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Montaione ha scelto per il prossimo incontro di martedì 26 maggio

La versione di Barney / Mordecai Richler

Approdato a una tarda, linguacciuta, rissosa età, Barney Panofsky impugna la penna per difendersi dall’accusa di omicidio, e da altre calunnie non meno incresciose, diffuse dal suo arcinemico Terry McIver. Così, fra quattro dita di whisky e una boccata di Montecristo, Barney ripercorre la vita allegramente dissipata e profondamente scorretta che dal quartiere ebraico di Montreal lo ha portato nella Parigi dei primi anni Cinquanta e poi di nuovo in Canada, a trasformare le idee rastrellate nella giovinezza in “sitcom” decisamente popolari e altrettanto redditizie.

 

Ad occhi chiusi / Gianrico Carofiglio
Nelle giornate dell’avvocato Guerrieri, ogni tanto piomba una pratica, di quelle che non portano né soldi né gloria, ma solo nuovi nemici. Lui non riesce a rifiutarla, una specie di molla gli scatta dentro. La nuova pratica di “Ad occhi chiusi” gli prospetta una giovane donna vittima di maltrattamenti che ha avuto il coraggio di denunciare l’ex compagno suo persecutore: nessun avvocato vuol rappresentarla per timore delle persone potenti implicate. E la molla che gliela fa accettare sembra essere la ragazza con un’aura di inquietudine, che una sera si presenta assieme all’amico ispettore di polizia nel suo studio per chiedergli di assumere la difesa della donna tormentata.

Il libro di maggio del Circoli di lettura di Montelupo

  • 6 maggio 2015 10:32

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Montelupo ha scelto per il prossimo incontro di giovedì 7 maggio alle ore 18.00

Lacci / Domenico Starnone
“Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie”. Si apre cosi la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all’inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent’anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza più che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l’estensione del silenzio e il crescere dell’estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è più radicale dell’abbandono, ma niente è più tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

I libri di maggio del Circolo di lettura di Fucecchio

  • 6 maggio 2015 10:27

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Fucecchio ha scelto per il prossimo incontro di martedì 26 maggio

Giorno di festa / Indro Montanelli


 

 

I libri di maggio dei Circoli di lettura di Castelfranco di Sotto

  • 6 maggio 2015 10:07

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Castelfranco di Sotto ha scelto per il prossimo incontro di venerdì 8 maggio alle ore 21.30

Il maestro e Margherita / Michail Bulgakov
Woland, incarnazione di Satana, capita nella Mosca degli anni ’20. Con interventi magici sconvolge l’ambiente teatrale e letterario, smascherando soprusi e favoritismi. Aiuta soprattutto il Maestro, scrittore vittima della censura per un romanzo su Pilato (di cui vengono riportati nella narrazione alcuni capitoli, quelli relativi alla condanna a morte di Cristo). Rinchiuso in manicomio, come indesiderabile, viene liberato grazie all’intervento di Margherita, la donna da lui amata, che accetta di diventare strega e per una notte guidare il gran sabba di Satana.

Ti prendo e ti porto via / Niccolò Ammaniti
A Ischiano Scalo il mare c’è ma non si vede. In questa periferica maremma di paludi e zanzare, di bar e casette affacciate sul nulla di una strada provinciale si svolgono due storie d’amore. Pietro e Gloria sono due ragazzini. Lei è figlia di un direttore di banca, è sveglia, bella e sicura di sé. Lui è figlio di un pastore psicopatico, è introverso, sognatore, e la vittima preferita dei bulli del paese. Graziano Biglia è tornato a Ischiano, con la sua fama di chitarrista sciupafemmine e il cuore spezzato da una cubista. Qui conosce la professoressa Flora Palmieri, una donna sola e misteriosa che ha rinunciato alla propria vita per prendersi cura della madre. E tra i due, in apparenza lontani come i pianeti di due galassie, nasce un’attrazione. Una folla di creature strambe e grottesche si muove attorno ai protagonisti, come nella scia di un vento elettrico e vorticoso.

L’uomo che sapeva contare. Una raccolta di avventure matematiche / Malba Tahan
Nel magico Oriente, una storia incantata per entrare nel mondo della matematica, per penetrare il segreto dei numeri, per capire il loro stretto legame con i grandi problemi filosofici e morali dell’uomo. Per dimostrare che la matematica possiede non solo verità, ma anche suprema bellezza. “Se contempliamo il cielo in una notte limpida e tranquilla, sentiamo di non poter comprendere le meravigliose opere di Dio. Ai nostri occhi stupiti le stelle formano una luminosa carovana che viaggia in un deserto infinito, dove sterminate nebulose e pianeti erranti seguono eterne leggi nelle profondità degli spazi e ci suggeriscono una nozione ben precisa: l’idea di ‘numero’

 

I libri di maggio dei Circoli di lettura di Castelfiorentino

  • 5 maggio 2015 15:12

Il gruppo di lettura della Biblioteca di Castelfiorentino ha scelto per il prossimo incontro di lunedì 11 maggio alle ore 17.30

We are family / Fabio Bartolomei
Al Santamaria è un bambino prodigio, probabilmente il più grande genio del ventesimo secolo, colui che salverà il genere umano appena avrà risolto un problema più urgente: trovare una casa per la sua famiglia. Come tutti i suoi coetanei vive tra realtà e amici immaginari, poteri magici, regni incantati ma soprattutto ha un bellissimo rapporto con il padre Mario Elvis e la madre Agnese che gli fanno sentire di appartenere alla famiglia più bella del mondo. La vita dei Santamaria, non sempre facile per la verità, vista con gli occhi di Al è un po’ uno specchio dell’Italia degli ultimi quarant’anni, sospesa tra voglia di riscatto e illusioni di grandezza, immobilizzata dall’incapacità di credere veramente in ciò che sogna. Al invece, tra mille difficoltà e prove potenzialmente distruttive, non ha cedimenti, costruisce pezzo dopo pezzo il suo mondo con l’aiuto della sorella Vittoria e grazie all’energia e alle risorse della sua età. Risorse che sono illimitate perché lui, nemmeno lo sa, resterà bambino per tutta la vita.


Seta
/ Alessandro Baricco
La Francia, i viaggi per mare, il profumo dei gelsi a Lavilledieu, i treni a vapore, la voce di Hélène. Hervé Joncour continuò a raccontare la sua vita, come mai, nella sua vita, aveva fatto. “Questo non è un romanzo. E neppure un racconto. Questa è una storia. Inizia con un uomo che attraversa il mondo, e finisce con un lago che se ne sta lì, in una giornata di vento. L’uomo si chiama Hervé Joncour. Il lago non si sa.”

Il gruppo di lettura del Punto prestito Coop ha scelto per il prossimo incontro di mercoledì 6 maggio alle ore 17.00:

Sostiene Pereira / Antonio Tabucchi

Agosto 1938. Un momento tragico della storia d’Europa, sullo sfondo del salazarismo portoghese, del fascismo italiano e della guerra civile spagnola, nel racconto di Pereira, un testimone preciso che rievoca il mese cruciale della sua vita. Chi raccoglie la testimonianza di Pereira, redatta con la logica stringente dei capitoli del romanzo, impeccabilmente aperti e chiusi dalla formula da verbale che ne costituisce il titolo: Sostiene Pereira? Questo non è detto, ma Pereira, un vecchio giornalista responsabile della pagina culturale del “Lisboa” (mediocre giornale del pomeriggio) affascina il lettore per le sue contraddizioni e per il suo modo di “non” essere un eroe.

Il libro di giugno del gruppo di lettura di Montespertoli

  • 5 maggio 2015 15:03

Il gruppo di lettura di Montespertoli ha scelto per il prossimo incontro di lunedì 8 giugno alle ore 18.00

Gli italiani non sono portati per la rivoluzione. Bravissimi nel tiro al piattello e irraggiungibili nell’arte culinaria, la rivoluzione non rientra però nell’elenco delle loro specialità. In centinaia d’anni, mentre francesi, americani e russi si ribellavano all’andamento della propria Storia, gli italiani sceglievano strade alternative quali la diplomazia, l’iniziativa individuale, l’attesa della dipartita naturale del nemico, il superenalotto. “Il piantagrane” si svolge in un Paese che somiglia molto all’Italia dei giorni nostri. Narra la vicenda di un individuo qualunque che, suo malgrado, si trova a innescare un grande, strabiliante, radicale cambiamento. A causa della sua semplice presenza, tutti cominciano ad agire secondo logica e buonsenso. Addirittura secondo coscienza. Si tratta di un pericolo enorme, che nessuna società occidentale può permettersi di affrontare: il pover’uomo, quindi, diventerà ben presto oggetto di una feroce caccia da parte dei servizi segreti. Qualcuno cercherà di aiutarlo, inviandogli l’angelo custode più grottesco e maldisposto che si possa immaginare: un omino forzutissimo, che frulla parole storpiate dall’ignoranza e da un’oscura sapienza. E così il destino del pianeta e la possibilità stessa di una rivoluzione saranno nelle piccole mani di una coppia stralunata.

 

Il libro di maggio del gruppo di lettura di Vinci “AmiciLibri”

  • 5 maggio 2015 09:46

Il gruppo di lettura di Vinci ha scelto per il prossimo incontro di sabato 16 maggio alle ore 17.00

Viaggio in Italia /Johann Wolfgang von Goethe
Viaggio in Italia, summa delle esperienze italiane di Goethe negli anni 1786-1788 è un prodotto geniale dell’autore del Faust che dopo trent’anni riesuma, riordina, riscrive lettere, appunti e diari per ricavarne materiale autobiografico, anzi, l’autobiografia dell’autore. Goethe infatti non condurrà mai a termine una propria autobiografia completa, se si esclude il testo Dalla mia vita. Poesia e verità. E’ un prodotto a posteriori, strano ma affascinante, scritto col senno di poi e che mantiene la freschezza della vitalità giovanile. Dove l’inabissamento nel paesaggio e nella luce mediterranea si compie sotto il segno di una visione classicheggiante, filtrata da una profonda conoscenza letteraria e filosofica. Goethe ricerca la perfezione tra i cocci rotti di quella che allora era un’espressione geografica, l’Italia, donando alla materia del Grand Tour la vibrante tensione di una prosa d’autore..
Italienische Reise (Viaggio in Italia) si può pure leggere partendo dalla fine, a pezzi, a strappi, ricacciarlo in tasca e farlo di nuovo sortire una settimana appresso. Goethe era destinato ad una lunga e laboriosa vita, e a differenza dell’altro innamorato dell’Italia, ammiratore e ammirato, eterno adolescente ribelle George Gordon Lord Byron, il suolo latino è per il tedesco non la tappa di un eterno e dannato vagare, ma il luogo della rigenerazione. Goethe stesso identifica la sua vita con un prima e un dopo l’Italia. E questo è tanto più indicativo se si pensa che, benché ne avesse le possibilità, non fu mai attratto dalle grandi capitali europee. Non mise mai piede a Londra o Parigi, anche quando la sua fama era universale e gli ammiratori ormai non si contavano. In Italia ebbe modo di cristallizzare la propria immaginazione e di mettere alla prova la propria capacità intellettuale uscendo dai ristretti circoli della corte di Weimar. L’Italia e il suo sole meridiano divennero un’esigenza, e in questo si compone la differenza con il comune Grand Tour. Goethe ad un certo punto della sua vita ha necessità di un viaggio, lo comprende con la sua lucida acutezza e la rigenerazione artistica dell’autore de Le affinità elettive si compirà proprio in terra italiana, nel favoloso Sud, nella dimensione apollinea, nel lago d’Albano ancora popolato di Baccanti. Goethe attraversa quel mondo come un’esperienza irripetibile, conscio già nel principio della partenza dell’esito vivificante del ritorno. Viaggio in Italia mantiene la forma del romanzo epistolare della seconda metà del Settecento, che è poi la forma nella quale fu concepito il Werther, La nouvelle Eloise di Rosseau o, più tardi, l’Ortis foscoliano. Forma letteraria che, saldamente ancorata ad una cultura filosofica classicheggiante ma non estranea ai sussulti dell’anima di Goethe e al nascente Romanticismo, conferiscono alle pagine di Viaggio in Italia e all’Italia che ne è ritratta un alone ormai decisamente scomparso.

Il libri del mese di aprile del Gruppo di lettura di Vinci “AmiciLibri”

  • 4 maggio 2015 09:48

Il gruppo di lettura di Vinci ha scelto per il prossimo incontro di sabato 18 aprile alle ore 17.00

Memorie dal sottosuolo / Fedor Dostoevskij
“Le memorie dal sottosuolo” è un romanzo scritto da Fëdor Dostoevskij e pubblicato nel 1864. È possibile definirlo un romanzo chiave poiché racchiude in sé tutto il pensiero dello scrittore russo.  Paragonato ad altre sue opere è piuttosto breve, ma comunque completo e  ben riuscito. Il libro è diviso in due parti: la prima è intitolata “Il  sottosuolo” mentre la seconda “A proposito della neve fradicia”. La  prima sezione è piuttosto statica, infatti il protagonista si lascia andare a un monologo dove critica  apertamente i valori e gli ideali del pensiero positivo che a suo parere non potranno mai attecchire nella società moderna e renderla perfetta  come si crede. Predica la spontaneità, la superiorità dell’istinto umano su qualsiasi altro tipo di ragione, poiché l’uomo sarà sempre guidato  dai propri impulsi e sarà attratto da ciò che più gli piace, trascurando qualsiasi tipo di ragionamento logico.